Il comparto del soffiaggio di materie plastiche in Europa, come molte altre tecnologie, ha dovuto adattarsi e far fronte alle nuove sfide tecnologiche, ambientali ed economiche. Nonostante la recessione abbia avuto un impatto minore rispetto ad altri settori industriali, il maggior consumo di PET riciclato e l’aumento della domanda di packaging eco-friendly hanno costretto il comparto a tener conto dei mutamenti in atto; questo è quanto rivela un recente report pubblicato da AMI (Applied Market Information).
I programmi europei per la creazione di un'economia circolare, che puntano al riciclo del 75% dei rifiuti da imballaggio entro il 2030, hanno comportato una maggiore disponibilità di PET riciclato sul mercato per la produzione di contenitori soffiati, fattore che ha naturalmente avuto conseguenze sulla domanda di polimeri vergini.
L’allerta ambientale avvertita dai consumatori circa l'impatto delle bottiglie in plastica di acqua minerale sta inoltre causando un calo della domanda in alcuni paesi, gravando sull’intera filiera dal soffiaggio delle preforme al processo di imbottigliamento.
Compensa però l’incremento delle vendite di bibite e bevande alcoliche, in particolare in Europa orientale.
L'industria del beverage si conferma comunque il principale mercato per i trasformatori europei specializzati in tale processo, con il 43% di tutti i contenitori soffiati prodotti nel 2016 (altri settori applicativi sono per esempio l’igiene personale, i detersivi ecc.).
Per quanto riguarda il consumo di materia prima per questa tecnologia, l'HDPE rappresenta circa la metà dei polimeri utilizzati, al secondo posto il PET, utilizzato principalmente per bevande casearie.
Per quanto riguarda le applicazioni non alimentari, le previsioni indicano una graduale sostituzione dei tradizionali PET e HDPE con resine riciclate, in virtù della scelta fatta dai grandi produttori di riduzione delle emissioni di CO2.
La geografia europea conferma il primato della Germania con il 20% degli impianti produttivi presenti sul proprio territorio, crescono anche Polonia e altri paesi dell'Europa centrale (17%), seguono mantenendo una certa stabilità Italia (13%), Regno Unito (12%) e Francia (12%).