L’industria automobilistica, come noto, è un importante mercato di riferimento per le materie plastiche, basti pensare all’1,2 miliardi di veicoli attualmente in circolazione e alle nuove immatricolazioni che aumentano annualmente di 90 milioni di unità.
Grazie anche alla sostituzione di materiali come metallo e vetro, scelta che ha contribuito all’alleggerimento dei veicoli favorendo minori emissioni e consumi, molti sono i risvolti applicativi che i polimeri trovano nell’automotive: dagli interni (sedili, cruscotti, portiere) agli esterni (fari, paraurti) alle parti meno in vista (connettori, involucri di batterie, coppe dell’olio, pompe, filtri, serbatoi di raffreddamento dell’acqua).
Un recente studio condotto da Ceresana analizza la domanda mondiale di polimeri destinati all’automotive, suddivisi per tipologia di materiale, stimandone un volume di oltre 15 milioni di ton.
Nel 2015 le applicazioni “sotto-cofano” hanno rappresentato il segmento più significativo per l’utilizzo di materie plastiche che ha raggiunto quota 2,6 milioni di ton; d’altro canto gli analisti prevedono che entro il 2023 saranno invece gli interni a registrare la crescita più elevata (+4,5% all’anno).
Il 45% del consumo di PE e derivati (in primis HDPE e a seguire LDPE e LLDPE) è destinato alla produzione di componenti sotto-cofano e a contatto con il carburante
Il PP invece viene utilizzato principalmente per paraurti e corpi illuminanti (30%), con una domanda mondiale che – negli ultimi 8 anni – è cresciuta annualmente del 3,1%.
Infine il poliuretano (PUR), la cui richiesta è cresciuta del 3,6% all’anno, trova applicazione per sedili e parti con rivestimento in tessuto.