L’Associazione spagnola della meccanica strumentale (Amec, Asociación Multisectorial De Empresas) ha recentemente pubblicato l’annuale rapporto di settore riferito al 2016, con prospettive anche per l’anno in corso.
L’export delle aziende associate ad Amec (tra cui quelle costruttrici di macchine per plastica e gomma) sarebbe aumentato solo del 3,3% se paragonato al +11% del 2015; tale rallentamento si deve soprattutto alla stagnazione del commercio mondiale, dovuta alla battuta d’arresto di economie come la Cina e il Brasile, e a un ambiente internazionale complesso che continuerà a condizionare il futuro.
L’export delle imprese aderenti ad Amec è stato valutato in 5,4 miliardi di euro e rappresenta oltre il 57% del fatturato del comparto nel suo complesso.
Migliorano le condizioni del mercato interno: il 56% delle aziende intervistate riscontra una congiuntura economica nazionale più favorevole, il 29% la giudica immutata e il 15% percepisce un peggioramento.
Meno positivo, come sopra accennato, lo scenario internazionale: solo il 38% delle aziende intervistate può dirsi soddisfatto delle proprie vendite all’estero nel 2016.
Anche il 2017 si presenta con vari elementi di incertezza come la volatilità finanziaria connessa al futuro della politica monetaria, l’insorgere dei protezionismi e le conseguenze della Brexit.
Ciò nonostante, i vertici dell’Associazione esprimono un certo ottimismo, che si riflette nel 75% delle imprese associate che prevede di aumentare la propria quota export.
Per quanto riguarda la geografia delle vendite, l’Unione Europea si conferma principale destinazione delle forniture spagnole (anche se in lieve calo dal 57,8 al 57,3%). In crescita USA e Canada (dal 5 al 6,3%) e i paesi del Maghreb (dal 6,1 al 7,6%). Perde invece oltre due punti percentuali il Sud America.
Le principali sfide che le aziende spagnole costruttrici di beni strumentali si trovano ad affrontare non sono nuove: la concorrenza dei paesi in cui la manodopera è a basso costo, il contesto geopolitico instabile e i costi energetici; non sembra invece essere un problema l’accesso al credito (nel 2016 solo il 6% delle imprese ammette questa difficoltà), anzi i finanziamenti rientrano tra i fattori congiunturali positivi.
Infine aumentano gli investimenti in innovazione e digitalizzazione dei sistemi di gestione, marketing e commercializzazione a favore di una maggiore competitività delle imprese sulla scena mondiale.