In base ai dati raccolti da AIPE (Associazione Italiana Polistirene Espanso), il mercato italiano dell’EPS nel 2016 risulta pressoché stabile rispetto al 2015, dimostrando, nonostante la fase congiunturale, di riuscire a mantenere la propria posizione rispetto ai settori di riferimento (ved. tabella a fianco).
In termini quantitativi, nel 2016 sono state trasformate complessivamente 116.000 ton di EPS, come nel 2015.
Il mercato è suddiviso in tre macro aree: blocchi, lastre e derivati (52.000 ton), preformati (59.000 ton) e perle sfuse (5.000 ton), ciascuna delle quali a sua volta trova applicazione in altrettanti ambiti: edilizia, imballaggio e altri settori.
Nonostante il lieve calo di 1000 ton registrato dall’edilizia nel comparto blocchi e lastre, essa è comunque sempre il principale settore di applicazione per tutti i tipi di manufatti in EPS (basti pensare all’importanza che ormai ricopre l’isolamento – acustico e termico – degli edifici). Segue l’imballaggio, mentre marginali risultano gli altri utilizzi.

Un trend al rialzo, ma a livello mondiale, è stato delineato da MarketsandMarkets in un recente studio, secondo cui entro il 2022 il mercato dell’EPS crescerà annualmente di oltre il 5% all’anno fino a raggiungere un valore di quasi 19 miliardi di dollari.
Analogamente a quanto succede in Italia, guidano la domanda l’edilizia e l’imballaggio: la prima privilegia le caratteristiche di isolamento, leggerezza e impermeabilità del materiale; mentre il packaging sembra apprezzarne il potenziale innovativo.
Particolarmente richiesto dall’edilizia è l’EPS grigio, meno conduttivo dal punto di vista termico ma molto più isolante di quello bianco: la grafite in esso contenuta – infatti – riduce di una percentuale compresa tra il 9-21% (a seconda della densità) l’irraggiamento di calore che si disperde nel materiale.

L’Asia-Pacifico è la regione in cui si evidenzia il più rapido incremento della domanda, grazie soprattutto allo sviluppo economico, infrastrutturale e residenziale in atto in vari paesi.