Secondo una recente indagine condotta da CBI (Confederation of British Industry) su un campione di quasi 400 imprese, nel primo trimestre di quest’anno l’industria manifatturiera britannica nel suo complesso ha registrato un significativo incremento degli ordini sia sul mercato interno (+20%, nonostante la sterlina debole e i costi elevati ) sia dall’estero (+22%).
La produzione è ai massimi livelli, come non accadeva da tre anni a questa parte, e sembra destinata ad aumentare ancora nel prossimo trimestre. Gran parte di essa sarà destinata ai mercati esteri, la cui richiesta di forniture supera nel breve termine la domanda interna.
L’export, infatti, registra la performance migliore degli ultimi 20 anni, facendo volare il fatturato del comparto (+30%), situazione che tra l’altro non rispecchia il sentiment delle aziende se intervistate sull’economia in generale.
Si attenua lo slancio in nuovi investimenti per sedi (-15%) e impianti (-10%) e, alla domanda sui potenziali limiti della spesa di capitale entro l’anno prossimo, la maggioranza degli imprenditori lamenta lo scarso ritorno netto. Nessuna variazione anche per quanto riguarda le nuove assunzioni, almeno per i prossimi tre mesi.