Ceresana ha recentemente pubblicato due studi di mercato a livello europeo: il primo sui materiali per isolamento e il secondo sugli additivi.
Per quanto riguarda il primo settore, in termini quantitativi, nel 2018 in Europa sono stati prodotti 232 milioni di metri cubi di isolanti, di cui ha beneficiato soprattutto il comparto edilizia e costruzioni, con distinguo e dinamiche differenti da paese a paese, a seconda dei regolamenti nazionali vigenti in tema di politiche energetiche, dei singoli andamenti demografici e del benessere della popolazione.
Anche le diverse tipologie di materiali variano da regione a regione; in generale quelli derivanti da risorse naturali (lino, canapa, fibra di legno) non hanno grande mercato. Più diffusi l'EPS e l'XPS (quest'ultimo però più costoso nonostante garantisca prestazioni ottimali dal punto di vista meccanico e della resistenza all'umidità).
Nel 2018 il volume di XPS prodotto in Europa si aggirava intorno agli 11,2 milioni di metri cubi.
In merito agli additivi (che, come noto, migliorano le proprietà dei polimeri in termini di stabilità, idrorepellenza e conduttività elettrica), Ceresana stima che entro il 2026 la domanda europea sfiorerà i 18 milioni di ton.
L'impiego dei filler varia da Europa occidentale a quella orientale; se ad ovest è principalmente l'industria cartaria a fare uso di additivi, nell'est sono i produttori di elastomeri a consumarne di più (4,3 milioni di ton nel 2018).
L'additivo più utilizzato, soprattutto nel comparto plastica, è il GCC (Ground Calcium Carbonate) con la Germania che detiene il primato della domanda europea (22%).
Il trend per i prossimi anni descritto dagli analisti si conferma positivo; la richiesta di filler dovrebbe infatti crescere dell'1,1% all'anno. Nel panorama europeo sempre in testa la Germania e l'industria degli elastomeri.