La raccolta ordini di macchine utensili tra ottobre e dicembre 2019 ha registrato un calo del 16% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-18% il bilancio dell’intero 2019). La frenata riguarda sia il mercato interno (-21,2%) sia quello estero (-13,8%). Questo è quanto reso noto dal Centro Studi UCIMU (Associazione dei costruttori di macchine utensili, robot e automazione) nell'ultimo comunicato stampa diramato.
Tuttavia, se sul fronte domestico questo calo è fisiologico (non potendosi certo aspettare che la domanda italiana potesse sostenere i ritmi di crescita del triennio 2016-2018 grazie allo stimolo di Industria 4.0), su quello delle esportazioni il quadro è più complesso,  visti i diversi fattori che rendono incerto lo scenario di breve e medio termine (dall'instabilità geopolitica al rallentamento della locomotiva tedesca soprattutto nell'automotive, dalle sanzioni a Russia e Iran all'atteggiamento protezionistico adottato da Trump negli USA).
I vertici UCIMU, pur apprezzando dal punto di vista tecnico le misure previste nella Legge di Bilancio 2020, in sostituzione di iper e super ammortamento, reputano non adeguata la loro temporalità (legata a soli 12 mesi) e chiedono al governo la messa a punto di un nuovo piano triennale per l'innovazione capace di supportare gli investimenti in tecnologia, che abbia come misura portante un credito di imposta declinato secondo le differenti aliquote.
Solo così (affermano sempre i vertici dell'Associazione) le imprese potranno dare continuità al processo di trasformazione e aggiornamento del manifatturiero, che è stato avviato ma che non è certo concluso. Parimenti, al governo si chiede anche una politica di ampio respiro dedicata all'internazionalizzazione e al supporto del Made-In-Italy oltreconfine.