Una recente indagine condotta da Eunomia, e commissionata da Petcore Europe, Plastics Recyclers Europe e dalla European Federation of Bottled Waters, evidenzia il trend in ascesa del consumo di PET riciclato (rPET).
Grazie ai progressi tecnologici dei processi di riciclo e alla migliorata qualità del materiale, il PET riciclato potrebbe nei prossimi 10 anni rappresentare il 55% della domanda mondiale di PET.
Ciò è particolarmente vero per il grado alimentare dell'rPET utilizzato nel processo bottle-to-bottle, dove l'impegno dei produttori e gli obiettivi posti dalla Direttiva Europea sul monouso (entro il 2025 si dovrà impiegare almeno il 25% di PET riciclato) ne hanno ulteriormente accelerato la produzione.
L'indagine prende in esame anche foglie e vassoi, che attualmente rappresentano il 20% del consumo di rPET. In media vassoi e vaschette prodotte in Europa contengono il 50% di PET riciclato e tale percentuale è destinata ad aumentare.
Tuttavia, la raccolta del materiale destinato al riciclo resta fra le criticità più evidenti. Per raggiungere la quota del 90% imposta dall'UE nella raccolta di bottiglie, e soddisfare la crescente domanda di rPET, i sistemi nazionali di raccolta vanno implementati, in collaborazione con le autorità locali.
Allo stesso tempo i produttori devono avere un orizzonte comune di riciclabilità dei loro prodotti (iniziative quali la European PET Bottle Platform e Recyclass servono proprio per guidare le aziende verso una migliore riciclabilità del packaging).
Un altro aspetto importante è la tracciabilità del materiale riciclato: a tale proposito programmi come EuCertPlast forniscono una certificazione a livello europeo sull'effettivo utilizzo dell'rPET.
Per adempiere ai target europei, industria di settore (nei vari stadi della filiera del riciclo: dalla progettazione alla raccolta e selezione) e politica devono necessariamente collaborare al fine di attuare l'auspicata economia circolare per il PET.